Come sono diventata un'artista? Qualcosa di me che in pochi sanno.

La mia storia

A 12 anni dipingevo come Raffaello, poi ho impiegato una vita per imparare a dipingere come un bambino.“
P. Picasso
Artista

Quando lessi per la prima volta quella frase di Picasso, ricordo che non avevo neanche finito il liceo. Negli anni, a più riprese, mi sono chiesta spesso: cosa voleva dire veramente il grande artista spagnolo? Quando, nel 1992,  dopo la laurea, mi è capitato di vivere a Parigi (facevo uno uno stage), per un lungo periodo, la prima cosa che pensai di fare fu proprio di visitare il Museo Picasso. Perché? La risposta è semplice: questo artista straordinario era riuscito a trasformare la sua intera vita in un‘opera d’arte. Tra una sala e l’altra del Museo, ammirando dipinti, ceramiche, sculture, promisi a me stessa:

“Voglio farlo anch’io”.

Da allora, molti anni sono passati; evidentemente, dovevo ancora capire tante cose. Probabilmente, se stai leggendo, sei un appassionato d’arte oppure un artista.

Spero che quello che è successo a me ti sia utile per riflettere.

Quindi, “Si può trasformare una vita in un’opera d’arte”? Beh, una cosa ci tengo a dirtela: se ce l’ho fatta io, probabilmente, ce la può fare chiunque.  Se hai 5 minuti, ti racconto la mia storia e come sono riuscita a rivoluzionare la mia vita. In 5 momenti fondamentali.

Laura Alunni a 8 anni
Disegno del 1973
Fase 1: Artista in erba.

Forse a 12 anni non dipingevo proprio come Picasso! Nonostante tutto, ho spesso continuato a pensare alla sua frase

A 8 anni, infatti,  disegnavo con qualsiasi cosa e su ogni supporto (mura di casa compresi). Avevo sicuramente un tratto incerto ma volevo soprattutto impressionare. Uno dei disegni più importanti per me è quello che vedi: l’universo frenetico di una città inventata che brulica di gente, auto e luci scintillanti. In primo piano, io insieme al mio fidanzato immaginario

Ricordo che impiegai molto tempo per capire come rendere i palazzi abbastanza alti e le persone proporzionate!

Una cosa l’avevo già compresa: è importante mettere firma e data su ciascuna opera!

In questo caso, mi avvicinai un po’ troppo al bordo inferiore. 

Nonostante i miei genitori, molto affettuosi, avessero immediatamente incorniciato ed appeso alle pareti quella che considero la mia opera prima, a guardarla bene,  non ricordava affatto lo stile di Raffaello!

La strada da fare sarebbe stata ancora piuttosto lunga e decisamente complicata.
Fase 2: Artista che vuole imparare.

A scuola ho sempre desiderato apprendere qualsiasi cosa. Eccetto la matematica. Ancora oggi sono allergica alla matematica.

Dipingere bene è sempre stata la mia priorità: avrei voluto creare prospettive perfette, ritratti molto somiglianti, paesaggi o animali il più possibile simili a fotografie.  

Purtroppo, a scuola, nessuno mi ha saputo guidare.

I miei studi sono stati quelli tipici di una ragazza “studiosa”  (per usare un eufemismo):

  • il liceo innanzitutto (scientifico, naturalmente)
  • l’università, in seguito (Facoltà di giurisprudenza, chiaro).

Nonostante tutto (e tutti) ho continuato a studiare (anche) fuori da ogni Istituzione in grado di rilasciare diplomi, titoli, ecc. Ho comprato e divorato libri di arte antica, arte contemporanea, tecniche artistiche, architettura. Insomma, il mio tempo libero era consacrato a “fare altro” rispetto a quanto chiunque potesse aspettarsi da me.

Le canard, 1991
Fase 3: Artista lavoratrice

Dopo la laurea in giurisprudenza all’Università di Perugia, terminata a soli 23 anni  – perché avevo fretta di fare altro- il lavoro che ho scelto di svolgere è stato quello di insegnare. Vinsi un concorso pubblico ed, a 26 anni, diventai una professoressa. Non insegnavo arte, ovviamente. Lo Stato mi permise di insegnare Diritto ed Economia, come conseguenza naturale dei miei studi universitari.  Negli anni ’90 gli insegnanti avevano molto tempo libero e pensai che fosse il lavoro migliore per me: metà giornata a guadagnare lo stipendio e l’altra metà a dedicarmi alla mia vera passione: dipingere.

Ancora non sapevo esattamente quale potesse essere il mio linguaggio e, soprattutto, quale sarebbe stato il mio progetto di vita.

Sperimentavo qualsiasi tecnica, supporto, mezzo espressivo alla continua ricerca di un linguaggio artistico che mi rappresentasse.

Il tutto, tra una lezione sulla Costituzione italiana, una riunione con  genitori preoccupati dell’andamento scolastico dei figli, tra un esame di Stato (quella che si chiamava la maturità) e  l’altro. Qualche mostra personale l’ho fatta ed anche venduto qualche opera (dipinti, acquerelli). Non era ancora abbastanza per me: un grande senso di insoddisfazione stava crescendo, piano-piano.

Continuavo a ripensare alle parole di Picasso.

Fase 4: Studiare arte (per davvero).

Nel 2002, dopo anni di studio artistico solitario, prove infinite e centinaia di tele buttate, decisi:

devo frequentare una scuola vera”.  

La Scuola internazionale di grafica di Venezia : il luogo migliore dove mettermi alla prova.

Riprodurre copie di dipinti famosi mi ha dato emozioni vere.

Mi sono immersa nel periodo storico, nelle emozioni, nelle sensazioni dei grandi della storia dell’arte: l’Arte- quella con la A maiuscola.

Mi sono confrontata con artisti provenienti da tutto il mondo, ho visitato la Biennale per la prima volta, ho respirato atmosfere, luci e colori nuovi.

Dopo quella esperienza, niente sarebbe stato come prima
Avevo capito 4 cose fondamentali per diventare un’artista credibile:
  1. Conoscere ed applicare le tecniche artistiche in modo perfetto;
  2. Essere sempre se’ stessi, senza imitare nessuno;
  3. Continuare a studiare la storia dell’Arte e le vite dei grandi artisti;
  4. Ricordarsi sempre della città inventata, delle sue luci, e della bambina che voleva stupire.
Rebecca ed Elezearo al pozzo- Giovanni Battista Piazzetta- riproduzione del 2003

Fase 5: Artista consapevole: forse la “città inventata” è sparita ma le luci sono tornate!

Di sicuro, molti anni sono passati dalla Fase 4. Ne avrei potuto elencare  molte altre ma ho preferito raccontarti ciò che penso sia importante per chi, come me, decida di prendere in mano la propria vita.

Ora però, meglio arrivare al dunque.

Nella mia personale esperienza, ho capito cosa avrei dovuto fare solo dopo essere diventata una

persona libera.

  • libera dall’ immagine della ragazza studiosa;
  • libera dal giudizio degli altri;
  • libera dall’essere precisa;
  • libera dal voler compiacere;
  • libera dalla ricerca di certezze;
  • libera dall’essere ciò che gli altri si aspettano.
"Dalla fragilità, il volo" -2021. Dipinto su plexiglass

La mia storia è la storia di tanti che hanno avuto la forza di cambiare strada. Puoi farlo anche tu?

So che la vita di ciascuno di noi è diversa e che paure, timore della sconfitta, incertezze potrebbero frenare anche i sogni più belli. Difficile trovare una ricetta che valga per tutti per vivere con coerenza e libertà.  Credo però che qualche spunto di riflessione, la mia storia, possa dartelo. Ti ho raccontato dei tanti anni passati a scuola a fare riunioni, a cercare il proprio linguaggio artistico, a studiare, a comprare libri, a buttare tele. Anni di studio, di fallimenti e pochi risultati. Quello che posso dirti è che ciò che vale davvero è non arrendersi quando c’è in gioco la propria identità. Io, in fondo, ho sempre saputo chi ero ma non avevo il coraggio di ammetterlo. Oggi non temo di dirlo: sono un’artista; creo dipinti, sculture, installazioni.

Spero che tu e chiunque altro, possiate  trovare la stessa strada che conduca alla città immaginata piena di luci e libertà.

"Ogni opera è il risultato di una vita intera”
Laura Alunni
Artista