Leo Strozzieri, storico dell'Arte moderna e contemporanea, critico, racconta l'arte di Laura Alunni

Leo Strozzieri Storico dell’Arte (2016)

L'arte contemporanea di Laura Alunni secondo il noto critico

"Futurista per accedere al regno della verità"

Ha ripreso da tempo e con decisione a Perugia l’itinerario futurista che nel secolo scorso vide tre illustri personaggi entrati di diritto nella storia dell’arte del grande movimento marinettiano, ovvero Gerardo Dottori, Alessandro Bruschetti e Nello Palloni, la giovane Laura Alunni, intenta a compiere un’interazione dei canoni estetici di quella mirabile avanguardia e le fluenti modulazioni linguistiche del dopoguerra.

Ti coinvolge immediatamente il fascino esplosivo dei colori che offrono da un lato un prodigioso dinamismo e dall’altro quella stabilitas compositiva propria di un’opera architettonica. Ma, ossimoro sorprendente, ad essa si affianca una levità quasi mistica, indice di un carattere riflessivo ed altamente umanistico dell’autrice.

Alcune opere appaiono autentiche costruzioni plastiche dalla effervescente scenografia teatrale: concezione di uno spazio ardito il suo, che diviene cornice per un’azione maestosa come avveniva per le opere di Sant’Elia.

E poi i ritmi cadenzati ma frenetici delle linee che sulla superficie, sede degli eventi, appaiono sfolgoranti in tutta la loro espressionistica potenza evocativa di un iconismo solamente accennato quasi in un tentativo di restaurazione figurale.

 

Trovando luce opera del 2016-di Laura-Alunni
Trovando luce, 2016

L’accesso trionfale dell’Alunni nel solco futurista non è operazione nostalgica, ma tentativo di attualizzare il mito platonico della caverna per accedere al regno della luce e della verità.

A tal proposito certe esplosioni floreali che fungono al tempo stesso da luce e illuminazione, costruite secondo le leggi della possibilità centrifuga, vanno lette come quintessenza di un suprematismo igneo.

Laura Alunni - Connessioni 2015
Connessioni, 2015

C’è sapore di trascendenza nelle opere di Alunni e soprattutto un profilo umanistico di esclamata fedeltà ai valori dello spirito (il richiamo a Dottori mi pare d’obbligo), che equivale altresì a rifiuto perentorio della contemporaneità. Del resto, non è stato il Futurismo la registrazione dell’agonia del passato e della quotidianità in favore della veemenza avveniristica?

Nel sottosuolo delle sue composizioni l’apologia del segno e del colore diviene un fatto gestuale che è lecito riferire alla poetica informale che sappiamo essere stata orgiastica e lacerante.

L'albero opera del 2016-di Laura-Alunni
L'albero, 2016