Il racconto della storia del proprio tempo attraverso 5 opere che parlano al cuore.
Immagine di Pablo Piacasso
Press

Artisti: interpreti del proprio tempo

Tra epoche di guerre, periodi di pace, pandemie, nel corso dei secoli, gli artisti hanno sempre raccontato il proprio tempo.

Sono moltissimi gli esempi che la storia dell’arte ci ha tramandato: ciascun artista infatti, a suo modo, ha dato la propria testimonianza di periodi difficili. Periodi che hanno toccato la quotidianità, gli ideali, le speranze di interi popoli.

In questo articolo, ho scelto 5 esempi che vorrei condividere con te. 

1- Apollodoro come Spielberg.

Se hai visitato Roma, percorrendo i Fori imperiali, avrai notato un’enorme colonna decorata da bassorilievi: si tratta della colonna Traiana. Lo straordinario monumento fu progettato dell’architetto  Apollodoro di Damasco  nel II secolo per celebrare la conquista della Dacia (l’attuale Romania) da parte dell’imperatore Traiano.  Sulla colonna sono riportati tutti i momenti della guerra come se fosse la pellicola di un film. Il racconto è rimasto intatto fino ai giorni nostri con tutti i particolari. Esattamente come in una sala cinematografica, colpisce l’espressione dei volti dei soldati, la disperazione del popolo conquistato, le armi, gli scudi, i costumi dell’epoca. Non si tratta forse di un vero e proprio reportage di guerra con tanto di  testimonianze, fatti, emozioni, sensazioni? Un’opera d’arte dal forte realismo; capace di farci vivere un’esperienza appassionante, proprio come in un film. Ricordi il film “Salvate il soldato Ryan” di Steven Spielberg? Già secoli prima, Apollodoro di Damasco aveva saputo trasferire sulla pellicola di marmo quelle stesse crude immagini di violenza e sofferenza umana, come ha fatto Spielberg nel pluripremiato film sullo sbarco in Normandia.

Un particolare dei bassorilievi della Colonna Traiana

2- Manet e la solitudine.

Passando a tutta un’altra storia, epoca, linguaggio artistico e umanità, mi piace ricordare un dipinto dell’artista francese Édouard Manet.

Il dipinto in questione mi ha sempre incuriosito per la sua capacità di raccontare la solitudine umana: Un bar aux Folies Bergère.

L’epoca è quella della Belle Époque, (Bella Epoca) dove scoperte, invenzioni, tenore di vita migliorato rispetto al passato, avevano regalato alla società ottimismo e gioia di vivere. Proprio a tutti? Il dipinto di Manet risponde con lo sguardo della cameriera: gli occhi persi nel vuoto, la mente fissa in un tempo sospeso, le speranze racchiuse nell’attimo dell’attesa di un ordine dei clienti. Mi sembra quasi di sentire chiacchiericcio della gente, la musica, il fumo dei sigari nel locale parigino come anche il battito del cuore della ragazza. 

Quegli occhi stavano forse immaginando che, da lì a pochi anni, sarebbe scoppiata una delle guerre tra le più devastanti della storia? 

dipinto di Manet
Edouard_Manet "Un bar aux Folies Bergère" - Courtauld Gallery di Londra.

3- Schiele e il figlio mai nato.

Il terzo esempio di testimonianza che la storia dell’arte ci ha lasciato è un dipinto dell’artista austriaco Egon Schiele.

Questa che sto per raccontarti è la storia di un’opera, di una famiglia e di un periodo storico molto triste per l’umanità intera.

Pochi anni dopo la morte di Manet,  alla fine delle Prima Guerra Mondiale, Egon Schiele dipinse l’opera intitolata “La famiglia”. Durante l’attesa del figlio, l’artista proiettò la sua idea di famiglia ritraendo la moglie, se stesso ed il bambino che, da lì a poco, sarebbe nato.

Il dipinto è del 1918, anno della diffusione dell”influenza spagnola,  una pandemia che ha segnato la vita di tante persone nel mondo. Furono infatti decine di milioni le vittime dell’influenza tra cui anche l’artista austriaco e sua moglie incinta.

Una specie di sesto senso quello quello che ha spinto Schiele a dipingere in anticipo la sua famiglia?  

La drammaticità dell’atmosfera del dipinto, dei toni delle pennellate, degli sguardi persi della donna e del bambino trasmettono rassegnazione.

Anche tu, come me, senti la tristezza che avvolge tutta l’opera? Io credo che sia andata proprio così: l’artista ha scelto anticipare i tempi perché sentiva che quel bambino, il suo, non sarebbe mai nato.

dipinto di Schiele
Egon Schiele -"Die_Familie", Museo Österreichische Galerie Belvedere - Vienna.

4- Guernica e l'urlo della madre

Un altro grande narratore della storia: Pablo Picasso,

Il celebre, meraviglioso, dipinto “Guernica” non è altro che il racconto straziante dei fatti del  26 aprile 1937, quando gli aerei tedeschi distrussero la città basca Guernica. Anche Picasso è stato, come molti altri artisti di tutte le epoche storiche, un fedele reporter del suo tempo lasciandoci la testimonianza fedele di un buio passato-recente.

Quando andai al Museo Reina Sofia di Madrid a vedere per la prima volta, il celebre dipinto, sono rimasta folgorata! Avevo letto sui libri che si trattava di un’opera piuttosto grande: quasi 8 metri per 5. Ti assicuro che, vederla dal vero è tutt’altra cosa! Un’emozione unica! Tra i tanti soggetti rappresentati, quello che mi ha sconvolto di più è stato quello che vedi sulla sinistra, sotto il toro.

Una madre con in braccio il figlio morto: un urlo che si fa sentire ancora oggi.

La grandezza di Picasso è tutta racchiusa in quell’immagine, secondo me. Guarda attentamente i tratti decisi del volto della donna, il collo che si protende verso l’alto, le mani.

Riesci a sentire anche il suono della sua voce?

Pablo Piacesso- "Guernica" -Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía, Madrid

5- Il futuro, secondo me: "Heart to Heart".

In questo articolo, ti ho raccontato come ho vissuto, sentito, percepito le opere di tanti artisti di epoche diverse: da Apollodoro a Manet, passando per Schiele e Picasso.

Sarebbe stato bello parlare di molti altri artisti e magari ne parlerò in un prossimo articolo.

Adesso però vorrei condividere una riflessione che è importante per me.

Come sai, oggi viviamo un momento storico difficile a causa della pandemia. Molti sono gli artisti di tutto il mondo che hanno dato la loro testimonianza:  migliaia e migliaia di opere sono state prodotte durante il lockdown

Alcune, se sei un appassionato d’arte, ne avrai già viste sui social e siti web dei tuoi artisti preferiti.

Ho passato molte ore nel mio studio durante il periodo in cui non si poteva uscire e, ti confesso, mi sono sentita bloccata.

L’ispirazione è un’onda che arriva solamente quando è il momento giusto.

Inutile dirti che anch’io sto vivendo con un certo smarrimento il periodo storico attuale e, nonostante questo, un’opera ho trovato la forza di crearla.  Sono felice di mostrartela. Ancora di più se mi dirai cosa ne pensi!

L’opera chiama “Heart to heart“: un volto diviso a metà, un sorriso accennato, un cuore e una mascherina che cade sulla spinta di una consapevolezza nuova

Questo è il mio breve “racconto” colorato che vuole infondere speranza.

Ci sono riuscita? Aspetto il tuo commento!

scultura moderna dedicata al futuro dopo la pandemia
Laura Alunni- "Heart to Heart"

“Heart to Heart” ha partecipato al contest #DomaniInArte promosso dalla Galleria d’Arte Moderna di Roma (GAM) sulla grave situazione globale.

Le opere di arte contemporanea partecipanti al contest saranno visibili nella biblioteca/sala video della GAM, in una postazione dedicata, dal 28 luglio 2020.