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Dal realismo all’arte astratta – Quando l’arte moderna diventa indisciplinata

Ben ritrovati!

Durante l’inaugurazione del 7 dicembre della mia personale “Eventi luminosi” presso la Galleria Spazio Onofri 57 di San Marino, mi è stato chiesto se la mia pittura fosse sempre stata astratta. Una domanda del tutto lecita siccome il mio percorso è stato analogo a quello di molti altri artisti, alcuni dei quali sono diventati delle vere e proprie icone dell’arte moderna e contemporanea.

Perché, dunque, smettere di rappresentare soggetti del mondo reale come persone, paesaggi, architetture?

La “ribellione” dell'arte: dal realismo all'astrattismo

La risposta la trovai, anni fa, in un illuminante libro di Wassily Kandinsky dal titolo “Lo spirituale nell’arte”, pubblicato nel 1911 ma ancora attualissimo. In questo libro l’artista racconta come il linguaggio artistico astratto rappresenti un mezzo per l’elevazione morale e spirituale. Indubbiamente un messaggio forte quello di Kandinsky che, alla vigilia della Prima Guerra Mondiale ha avuto un sapore addirittura profetico.

V. Kandinskij, "Giallo, rosso, blu" olio su tela, 1925, Musée national d'art moderne, Parigi
Alberto Burri, “Bianco”

Io credo che la libertà nei linguaggi espressivi di arte moderna e contemporanea cosi come nella poesia, nella letteratura, nel cinema, sia sempre – in qualche misura – legata al bisogno di evoluzione, di diventare finalmente indisciplinati.

Lo stesso desiderio di ribellione dovrebbe esprimersi rispetto ai canoni accademici così come al proprio passato, a regole sociali  così come a principi non condivisi, alle trappole mentali che incanalano verso tunnel senza luce.

L’arte che oggi definiamo moderna e contemporanea, fra 100, 200 anni avrà altri artisti ancor più  indisciplinati di Kandinsky, il quale ha fatto del segno e del colore la sua poetica. Lo stesso avverrà per Haring, ossessionato dai graffiti sgargianti, o ancora di Burri che ha dato alla materia un’anima forte e travagliata.

Keith Haring, "We Are The Youth", Philadelphia

Tornando alla domanda iniziale, posso dirti che la mia arte è stata per lungo tempo figurativa. Oggi percepisco quella fase come un passaggio necessario del mio percorso.

Un passaggio che non rinnego e che, anzi, mi ha permesso di crescere nella ricerca di linguaggi nuovi nell’arte moderna e contemporanea.

Prima di diventare indisciplinata, è stato necessario imparare le regole!